Circa dieci anni fa, stavamo viaggiando su un treno in India, da Mumbai a Bhopal. I miei figli avevano meno di 12 anni e tutti noi godevamo del flusso costante di venditori di cibo che andavano e venivano. Samosa, popcorn, chanaa bhel, acqua di cocco, omelette, alu paratha ecc ecc ecc…..sono stati consumati con fresca delizia e poi subito dimenticati!

Ma il ricordo di un venditore di zuppe persiste dopo tanti anni!

Ci è passato molte volte tra 2 stazioni portando un grande contenitore di zuppa di pomodoro e li ha serviti in bicchieri di plastica per Rs. 10 ciascuno.

La cosa deliziosa è che ha attirato la nostra attenzione urlando "fsu fsu foh – pomodoro fsu Rs. 10!!”

Forse il modo unico di dirlo era una tattica per attirare l'attenzione. Ma dato che la parola “zuppa” era nella terza o quarta lingua che conosceva e NON nella sua lingua madre… lo abbiamo considerato un errore carino e involontario.

Ma una visita al museo V&A la scorsa settimana mi ha fatto riconsiderare la dizione del giovane venditore!

Ecco alcuni esempi di scritti di secoli fa….img_9140img_9142

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!!!!!!!!!!

Sembra che la mia istruzione in convento fosse del tutto inadeguata nell'apprendimento di questa lingua straniera e, dopo tutto, il venditore foup non aveva torto!

Mi sono accaduti così tanti colpi di scena che la mia dispensa è così piena di umili torte!

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Febbraio 2018

jaina mishra | wovensouls

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