I nomadi viaggiavano per trovare cibo per le loro mandrie. Anch'io viaggio per trovare cibo, ma di tipo diverso, cibo per far crescere la mia mente. Restare fermi porterebbe alla fame e alla decadenza.
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Quelli che seguono sono pensieri tratti dal libro “In Search of Nomads” di John Ure che ho letto di recente. I modelli di vita descritti sono impressionanti e sono geloso degli osservatori che hanno scritto questi pensieri. Alcune note penetranti sull’ideologia della vita nomade:
1. Essere nomade è uno stato d’animo, non un’attività fisica.
2. La casa è ovunque si trovino, non nel luogo da cui provengono o al quale torneranno.
3. La vita nomade non era un parente povero dell’agricoltura stanziale, ma era un’alternativa praticabile e spesso preferita alla vita sedentaria.
4. C'era una differenza fondamentale tra l'andarsene e poi ritornare ad una base fissa, da un lato, e il vagare da un posto all'altro senza una base fissa, dall'altro.
5. La vita nomade è meno vincolata delle pareti comodamente imbottite delle celle che costituiscono la cosiddetta vita civilizzata.
6. La “delizia” è più luminosa nel mondo nomade che in quello stanziale perché accettano le loro scarse benedizioni come doni e non come dividendi. E' uno dei pochi libri che intendo leggere una seconda volta.
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I nomadi urbani di oggi includono coloro che viaggiano come individui piuttosto che come tribù.
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Ho avuto la fortuna di avere due esperienze con i nomadi... la prima durante la mia visita a Kutch 
e la seconda durante la mia visita a Chanthang nel Ladakh, in India. 
Leggi di più su queste esperienze:
Una tazza di tè con i nomadi e gli zingari di Kutch
Una serata fuori con i nomadi di Changthang
Spero di avere ancora fortuna!
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jm
Marzo 2015
La posta Ideologia di una vita nomade è apparso per primo Il blog d'arte di WOVENSOULS.COM.
